Cari Collaboratori, Amici, Pazienti e Familiari, ormai sono passati 4 mesi da quando è nato il Dipartimento di Neuroscienze Cliniche nell’ambito di Villa San Benedetto e vorrei condividere lo spirito che vorrei animasse una struttura che ha l’ambizione di diventare un Centro di Eccellenza Clinico Scientifica di riferimento a livello nazionale ed europeo.
Nel corso dei vent’anni passati a lottare con chi ha sofferto e ancora soffre per disturbo emotivi e a frequentare da protagonista il mondo della ricerca scientifica è nata gradualmente la consapevolezza dell’enorme responsabilità che un dipartimento clinico si porta sulle spalle verso la popolazione e la società, ma soprattutto verso chi ha perso la libertà di essere se stesso, avvolto nelle spire dei disturbi mentali.
Perdere la libertà è sicuramente una delle più gravi menomazioni che possono colpire un essere umano ed è proprio la consapevolezza della forza dei disturbi mentali nel condizionare e limitare la vita di chi soffre che deve condurci a riflettere su come poter assumere la responsabilità di aiutare chi vive ingabbiato nella malattia mentale a ritrovare la via verso la libertà o almeno verso una vita decorosa.
La saggezza del pensiero umano è una guida importante e l’esperienza personale un’ottima maestra. Ma sono davvero sufficienti? In fin dei conti per moltissimi anni persone molto sagge hanno creduto che la terra fosse piatta e che il sole girasse intorno alla terra. Dunque buon senso e esperienza sono necessarie ma non bastano.
Comprendere la vera natura di un disturbo mentale vuol dire andare oltre le opinioni e l’esperienza personale verso ciò che è oggettivo. Il pensiero critico, che nasce dall’esperienza della ricerca scientifica, diventa il faro capace di guidarci verso il vero, al di là delle opinioni. Siamo consapevoli che la scienza e il metodo scientifico permettono di comprendere soltanto una piccola parte della realtà e dell’uomo ma diventano un punto di partenza solido e radicato nella realtà dei fatti.
Ecco da dove partiremo (anzi continueremo!), dalla scienza, dalla ricerca e dal metodo scientifico, ben consapevoli dei limiti che essi portano, cioè la capacità di conoscere soltanto una parte della realtà, ma consci dell’importanza di partire da ciò che è scientificamente dimostrato come faro che ci eviti di perderci nel guazzabuglio di opinioni personali sulla pelle di chi soffre.
Si, perché la serietà e il rispetto verso chi soffre impone di partire da ciò che è dimostrato, dai fatti che solo la scienza garantisce. Ecco con che spirito vorrei crescesse il nostro Dipartimento. Ecco perché praticare la ricerca è centrale per diventare dei clinici validi, capaci di aiutare chi soffre. Non comprendere questo principio non è etico soprattutto perché fatto sulla pelle di chi soffre.
Un grande abbraccio a tutti voi e l’augurio di un 2010 scientificamente responsabile…..
Giampaolo Perna |